La ricarica in corrente alternata (AC) e in corrente continua (DC) per veicoli elettrici differisce fondamentalmente nel punto in cui avviene la conversione da AC a DC, necessaria per la batteria del veicolo. La scelta tra le due modalità dipende principalmente dalla potenza disponibile, dal tempo di ricarica desiderato e dall'infrastruttura accessibile.

La differenza tecnica tra ricarica AC e DC

La rete elettrica domestica e la maggior parte delle reti pubbliche distribuiscono energia in corrente alternata (AC). Le batterie dei veicoli elettrici, tuttavia, immagazzinano energia in corrente continua (DC). Questa conversione è quindi indispensabile. Nella ricarica AC, il convertitore AC/DC è integrato nel veicolo, noto come caricatore di bordo. Questo componente ha una potenza massima specifica, che determina la velocità massima di ricarica AC del veicolo. Esempi comuni di potenze AC sono 3,7 kW, 7,4 kW, 11 kW o 22 kW. Nella ricarica DC, invece, il convertitore AC/DC è esterno al veicolo, integrato nella stazione di ricarica stessa. Questo permette di erogare potenze molto più elevate, poiché il caricatore di bordo del veicolo viene bypassato. Le stazioni DC possono offrire potenze da 50 kW fino a 350 kW o più.

Quando scegliere la ricarica AC

La ricarica AC è la modalità più comune per l'uso quotidiano e domestico. È ideale per ricaricare il veicolo durante periodi prolungati di sosta, come la notte a casa o durante le ore lavorative in ufficio. Le colonnine AC pubbliche, spesso denominate "colonnine lente" o "quick charger" (sebbene il termine "quick" sia relativo rispetto al DC), sono diffuse in contesti urbani e residenziali. Un vantaggio della ricarica AC è la minore complessità dell'infrastruttura esterna, che si traduce in costi di installazione inferiori per le utenze private. Inoltre, la ricarica a potenze inferiori è generalmente considerata meno stressante per la batteria a lungo termine, contribuendo potenzialmente a preservarne la durata, come indicato anche dal Regolamento (UE) 2023/1542 relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie, che enfatizza la durabilità. Per un viaggio ipotetico da Milano a Bologna, se si ha la possibilità di ricaricare il veicolo per diverse ore a destinazione o a casa prima della partenza, la ricarica AC è una soluzione pratica ed economica.

Quando scegliere la ricarica DC

La ricarica DC, spesso definita "ricarica rapida" o "ultrarapida", è la soluzione preferibile quando il tempo è un fattore critico. È indispensabile per i lunghi viaggi, dove è necessario ripristinare rapidamente una quantità significativa di autonomia. Le stazioni di ricarica DC si trovano tipicamente lungo le autostrade, nelle aree di servizio e nei principali snodi stradali, conformemente al Regolamento (UE) 2023/1804 sull'infrastruttura per i combustibili alternativi, che impone la disponibilità di punti di ricarica ad alta potenza. Per un viaggio da Milano a Bologna, una sosta intermedia per una ricarica DC può ridurre significativamente il tempo di attesa rispetto a una ricarica AC. Sebbene la ricarica DC sia più costosa per kWh rispetto alla AC, il beneficio di un tempo di ricarica ridotto può giustificare il costo aggiuntivo per molti automobilisti. È importante notare che la potenza di ricarica DC effettivamente assorbita dal veicolo può variare in base a fattori come lo stato di carica della batteria, la sua temperatura e le specifiche del veicolo.

Limiti e compatibilità della ricarica

Ogni veicolo elettrico ha limiti specifici per la potenza di ricarica AC e DC che può accettare. Questi limiti sono determinati dall'architettura del veicolo, in particolare dal caricatore di bordo per la AC e dal sistema di gestione della batteria per la DC. Un veicolo con un caricatore di bordo da 11 kW AC non potrà mai ricaricare a 22 kW AC, anche se collegato a una colonnina da 22 kW. Allo stesso modo, un veicolo progettato per accettare un massimo di 100 kW DC non sfrutterà appieno una colonnina da 350 kW DC. La potenza di ricarica effettiva è sempre limitata dal valore inferiore tra la capacità della stazione di ricarica e la capacità massima accettata dal veicolo. La compatibilità dei connettori è un altro aspetto cruciale. In Europa, il connettore Tipo 2 è lo standard per la ricarica AC, mentre il CCS Combo 2 è lo standard per la ricarica DC, come specificato dal Regolamento (UE) 2023/1804. Alcuni veicoli meno recenti o di importazione possono utilizzare connettori diversi come CHAdeMO, che richiedono adattatori o stazioni di ricarica specifiche.

Come verificare la compatibilità del veicolo

Per verificare le specifiche di ricarica del proprio veicolo, è fondamentale consultare il manuale d'uso fornito dal costruttore. Questo documento riporta chiaramente le potenze massime accettate per la ricarica AC e DC, i tipi di connettori supportati e le eventuali raccomandazioni per la ricarica. Le informazioni sono spesso disponibili anche sul sito web ufficiale del produttore, nella sezione dedicata al modello specifico, o tramite l'applicazione mobile del veicolo, se disponibile. È utile prestare attenzione anche alla capacità della batteria, espressa in kWh, e al consumo energetico dichiarato, spesso basato sul ciclo WLTP (Worldwide Harmonized Light Vehicles Test Procedure), come descritto nel Regolamento (UE) 2025/1706. Questi dati permettono di stimare i tempi di ricarica in base alla potenza disponibile. Ad esempio, una batteria da 60 kWh ricaricata a 11 kW AC impiegherà teoricamente circa 5-6 ore per una ricarica completa (dal 0% al 100%, escludendo perdite e rallentamenti a fine carica), mentre con una ricarica a 100 kW DC potrebbe raggiungere l'80% in meno di un'ora. La durabilità della batteria, influenzata anche dalle modalità di ricarica, è un aspetto considerato dal Regolamento UNECE GTR No. 22, che stabilisce requisiti per la durabilità delle batterie dei veicoli elettrificati.

Fonti