Le vendite di auto elettriche a batteria hanno accelerato a settembre nei principali mercati europei. Automotive News ha riferito che le BEV hanno raggiunto una quota record di circa il 33% nei 12 mercati considerati dall’analisi, mentre i volumi sono aumentati del 62% rispetto allo stesso mese del 2025. Il risultato è stato collegato a due fattori arrivati insieme: il prezzo più alto di benzina e diesel e una disponibilità maggiore di modelli elettrici a prezzi più accessibili.
Cosa indica la quota del 33%
Il 33% riguarda un solo mese e i 12 mercati analizzati da Automotive News. Non è la quota annuale dell’Unione europea e non può essere applicato automaticamente a ogni Paese. L’ACEA ha comunicato il 24 settembre che le auto elettriche a batteria rappresentavano il 21,7% delle immatricolazioni UE nei primi otto mesi dell’anno, contro il 15,8% nello stesso periodo del 2025.
Le due cifre hanno perciò perimetri diversi. Una è una fotografia mensile di un gruppo selezionato di mercati, l’altra somma otto mesi e riguarda l’UE. Settembre può inoltre concentrare le consegne in alcuni Paesi, in funzione dei cambi di targa e degli obiettivi trimestrali. Il record mensile segnala un’accelerazione, ma non dimostra che il 33% resterà invariato per tutto l’anno.
I dati ACEA mostrano comunque una crescita diffusa. Nei primi otto mesi le immatricolazioni BEV sono salite del 77,6% in Italia, del 33,9% in Spagna e del 15,6% in Germania. Secondo l’associazione, le misure di sostegno e una gamma più ampia hanno contribuito al risultato.
Il ruolo del prezzo di benzina e diesel
Il carburante è una voce immediata del bilancio di chi usa l’auto. Il costo di un modello tradizionale dipende da chilometri, consumi e prezzo alla pompa. Un’auto elettrica richiede energia a pagamento e la ricarica pubblica può essere costosa, ma chi ricarica a casa può ottenere un costo per chilometro più prevedibile.
L’International Council on Clean Transportation, ICCT, ha stimato che nel 2025 un’auto elettrica in Europa fosse del 33% più economica da utilizzare rispetto a una vettura a benzina, considerando una combinazione di ricarica domestica e pubblica. Non significa che ogni elettrica costi meno all’acquisto o che tutti ottengano lo stesso risparmio. Prezzo iniziale, finanziamento, assicurazione, tariffe e svalutazione restano variabili separate.
L’aumento del carburante può anticipare la scelta di chi stava già valutando un’auto elettrica. Non risolve però il prezzo d’acquisto o il problema della ricarica. Chi non può ricaricare a casa dipende dalle colonnine rapide e dai loro prezzi, riducendo il vantaggio rispetto a un’auto a benzina.
Più modelli disponibili
La crescita di settembre non dipende soltanto dal carburante. In Europa sono arrivati più modelli elettrici compatti, crossover e auto familiari rispetto a pochi anni fa. Automotive News ha indicato anche l’offerta di modelli nuovi e meno costosi tra le cause dell’accelerazione.
Il Regno Unito offre un confronto separato. La Society of Motor Manufacturers and Traders ha registrato 99.201 nuove BEV a settembre, il 36,3% in più rispetto a settembre 2025. La quota mensile è stata del 28,3%. Il mercato complessivo è cresciuto del 12% fino a 350.536 auto; le immatricolazioni private sono aumentate del 13,9%, mentre quelle delle flotte sono salite del 9,6%.
SMMT ha citato la maggiore scelta e il costo elevato dei carburanti come motivi che spingono più automobilisti a considerare l’elettrico. I dati britannici non vanno sommati direttamente all’analisi dei 12 mercati, ma mostrano la presenza degli stessi fattori in un altro grande mercato europeo.
Incentivi, aziende e flotte
Incentivi all’acquisto, formule di leasing e fiscalità delle auto aziendali continuano a influenzare il mercato. ACEA ha collegato il risultato UE alle misure di sostegno e all’offerta. L’ICCT ha sottolineato il rapporto tra prezzo d’acquisto, costi d’uso e politiche pubbliche.
Le immatricolazioni comprendono anche auto aziendali e flotte. In questi casi contano emissioni, tasse sul benefit e costo totale di gestione, non soltanto il prezzo della benzina. Una quota record non significa quindi che tutte le famiglie stiano passando allo stesso ritmo alle auto elettriche.
La ricarica resta decisiva
L’European Alternative Fuels Observatory, la piattaforma della Commissione europea sui combustibili alternativi, riportava preliminarmente 202.597 immatricolazioni BEV e una quota del 26,3% in 13 dei 27 Stati membri per il periodo considerato. La stessa piattaforma indicava oltre 1,15 milioni di punti di ricarica pubblici nell’UE27. La media europea nasconde però forti differenze tra Paesi e regioni.
Per mantenere la crescita servono ricariche a casa, al lavoro o vicino all’abitazione. Sono importanti anche affidabilità, tempi, sistemi di pagamento e differenza tra il prezzo domestico e quello pubblico. Senza una soluzione pratica, il vantaggio economico dell’elettrico è più difficile da calcolare.
Cosa aspettarsi
Il risultato di settembre dimostra che il prezzo dei carburanti può cambiare rapidamente l’interesse verso le auto elettriche quando sono disponibili modelli adatti e sostegni economici. Non basta però a provare un cambiamento permanente. Se il carburante scenderà, alcuni clienti potrebbero rimandare l’acquisto; se resterà caro, la domanda sarà comunque limitata da finanziamenti, prezzi iniziali e infrastruttura.
I prossimi indicatori saranno immatricolazioni mensili, prezzi di carburanti ed elettricità, numero di modelli accessibili e crescita delle reti di ricarica. Il 33% dei 12 mercati non è una previsione per l’Italia o per tutta l’Europa, ma il risultato di un mese con condizioni favorevoli alle BEV.
Fonti
- ACEA – immatricolazioni UE fino ad agosto 2026
- SMMT – risultati del mercato britannico a settembre
- ICCT – costi di utilizzo delle auto elettriche in Europa
- European Alternative Fuels Observatory
Immagine: Ivan Radic / Wikimedia Commons, licenza CC BY 2.0.



