La prossima Renault Mégane potrebbe assumere proporzioni diverse e avvicinarsi al terreno delle crossover elettriche come la Tesla Model Y. Auto Express descrive il lavoro sulla nuova piattaforma RGEV Medium 2.0, con una prima automobile attesa nel 2028. Il programma tecnologico esiste anche nella documentazione ufficiale Renault, ma non coincide ancora con una scheda completa della futura Mégane di serie.
Il riferimento più concreto è il piano futuREady, pubblicato dal gruppo il 10 marzo 2026. Renault vi indica un’autonomia obiettivo fino a 750 km WLTP per le versioni elettriche della nuova architettura. È una previsione di sviluppo della piattaforma, non un risultato omologato della Mégane e neppure un minimo garantito per ogni versione.
Le indicazioni emerse dal nuovo servizio
Nell’articolo di Auto Express del 2 novembre, il responsabile tecnologico Philippe Brunet parla dell’ambizione di realizzare una vettura di segmento C con batteria LFP, circa 750 km WLTP e una massa non superiore a due tonnellate. Aggiunge l’interesse per un contenuto energetico inferiore a 90 kWh. Si tratta dei criteri discussi durante lo sviluppo, senza una configurazione commerciale definitiva.
La rivista descrive inoltre una base per automobili lunghe da 4,3 a 4,8 metri e il passaggio verso la trazione posteriore, con possibilità di varianti integrali. Sono dettagli attribuiti al suo resoconto. L’annuncio strategico Renault copre una famiglia più ampia di prodotti e non assegna queste dimensioni o un preciso schema di trazione a ogni futura Mégane.
Anche il disegno va letto con cautela. Le immagini del modello futuro pubblicate dalla rivista sono illustrazioni firmate Avarvarii, non fotografie di un’auto di serie presentata dalla casa. La fotografia usata in questo articolo ritrae invece un esemplare della generazione esistente, precedente al restyling del 2026.
Ottocento volt e ricarica: il calendario conta
Renault conferma per RGEV medium 2.0 un’architettura da 800 V e una flessibilità che comprende berline, SUV e monovolume dei segmenti B+–D. La ricarica in circa dieci minuti è un obiettivo associato al 2030 e alla capacità prevista della rete europea. Il 2028 indicato per il primo veicolo e questo traguardo non sono dunque la stessa scadenza.
La tensione non rappresenta la potenza di ricarica. Per conoscere il comportamento di una futura Mégane serviranno capacità della batteria, curva di assorbimento, condizioni termiche e intervallo di carica considerato. La sigla 800 V, da sola, non dimostra che l’intero accumulatore si riempirà in dieci minuti presso qualsiasi colonnina.
Il piano prevede due famiglie di chimiche, una orientata alla densità energetica e l’altra al costo. Secondo Renault, la nuova piattaforma potrà offrire un’autonomia elevata anche con la soluzione più accessibile. Il documento non stabilisce però il prezzo italiano o la scelta definitiva dell’accumulatore per la Mégane successiva.
Celle integrate nella struttura e costi industriali
Con la soluzione cell-to-body, Renault intende integrare la batteria nella struttura del veicolo. Nella stessa area punta a ridurre del 20% il numero di componenti, mantenendo compatibilità con celle pouch, prismatiche e blade. È una flessibilità utile a progettare prodotti differenti, non un impegno a consentire al proprietario di sostituire in seguito la chimica delle celle.
Il gruppo annuncia anche l’obiettivo di diminuire i costi del 40% rispetto all’attuale generazione di elettriche. Il dato riguarda il programma industriale: non permette di applicare automaticamente lo stesso sconto a un prezzo di listino. Per la prossima Mégane mancano ancora un’offerta commerciale, gli equipaggiamenti definitivi e un prezzo locale verificabile.
La piattaforma sarà accompagnata da un’architettura software centralizzata. Renault punta ad aggiornare a distanza il 90% delle funzioni e annuncia un primo carOS sviluppato con Google sulla base di Android. Questa possibilità non specifica quali servizi saranno inclusi in una versione, né eventuali abbonamenti o condizioni di assistenza digitale.
I 1.400 km con range extender sono un altro dato
La strategia comprende una configurazione EV Range Extender con autonomia totale prevista fino a 1.400 km. Un motore termico produce energia per il sistema di trazione elettrico. Il valore non indica quindi una percorrenza alimentata esclusivamente dalla carica della batteria e va distinto dall’obiettivo dei 750 km WLTP della variante elettrica pura.
La compatibilità tecnica della piattaforma non conferma una Mégane con range extender in ogni mercato. Motorizzazioni effettive, Paesi e date di consegna richiederanno annunci specifici. Senza questi elementi, un confronto economico con una Model Y attuale accosterebbe obiettivi Renault a un prodotto già configurabile, con basi differenti.
La Mégane aggiornata nel 2026 rimane un progetto separato
Renault ha già presentato il 22 giugno 2026 un aggiornamento della Mégane E-Tech electric esistente. Il gruppo indica una batteria LFP da 67 kWh, un’autonomia attorno alla soglia dei 500 km e una ricarica dal 15% all’80% in 24 minuti. Sono informazioni relative al modello aggiornato, da non confondere con gli obiettivi della piattaforma futura.
La gamma annunciata comprende gli allestimenti Techno ed Esprit Alpine. Renault precisa che automobile e batteria sono assemblate a Douai, nel polo ElectriCity, mentre il motore è prodotto a Cléon. Per la successiva Mégane, le domande ancora aperte riguardano dimensioni finali, data di arrivo locale, prezzo e risultati omologati della versione che verrà effettivamente proposta.
Renault Mégane E-Tech della generazione esistente, prima del restyling 2026; non è il modello futuro. Foto: Vauxford, CC BY-SA 4.0. Ridimensionata e convertita in WebP; l’immagine adattata mantiene la stessa licenza.



