General Motors ha concordato con le autorità di 35 Stati americani e del Distretto di Columbia un'intesa sulle accuse relative alla raccolta e alla vendita dei dati di guida attraverso OnStar. L'accordo, annunciato il 29 ottobre 2026, prevede versamenti equivalenti a circa 196,9 milioni di euro e obblighi specifici per ottenere il consenso dei clienti e controllare le iscrizioni effettuate nelle concessionarie.
La cifra in euro è una conversione indicativa al cambio di riferimento della Banca centrale europea del 30 ottobre. I destinatari dei pagamenti sono le autorità partecipanti. Il testo pubblicato dall'Oregon non istituisce una procedura per distribuire automaticamente un risarcimento a ciascun automobilista coinvolto. GM, inoltre, accetta l'intesa senza ammettere violazioni di legge o responsabilità per le contestazioni.
I dati passavano dai veicoli ai rapporti assicurativi
Secondo la denuncia dell'Oregon, Smart Driver fu introdotto nel 2015 come parte dei servizi OnStar. Veniva presentato ai clienti come uno strumento per conoscere le proprie abitudini al volante e migliorare la sicurezza della guida. Gli investigatori contestano invece la vendita di informazioni identificabili a intermediari che realizzavano prodotti destinati alle compagnie assicurative.
La denuncia elenca frenate intense, accelerazioni brusche, curve affrontate con manovre marcate, superamento di una soglia di velocità, uso delle cinture e guida notturna. A questi eventi erano associati orari e durata degli spostamenti. Il documento descrive separatamente la raccolta, tramite OnStar, di dati di posizione precisi collegati a nomi, indirizzi e numeri di identificazione dei veicoli.
Non tutti gli intermediari ricevevano però gli stessi elementi. La denuncia sostiene che GM trasmettesse informazioni di geolocalizzazione precisa a LexisNexis, mentre il contratto con Verisk vietava espressamente la fornitura di quei dati di posizione. È una distinzione necessaria per ricostruire il percorso delle informazioni senza attribuire indistintamente ogni attività a tutte le società coinvolte.
Secondo le autorità, alcuni assicuratori impiegavano i rapporti anche per determinare i premi, talvolta aumentandoli. I documenti non dimostrano che ogni cliente iscritto abbia pagato di più, né fissano un incremento uniforme. Il punto contestato è la circolazione dei dati senza un consenso adeguato, con conseguenze assicurative per una parte dei conducenti.
Il momento della consegna in concessionaria
L'indagine coordinata da Oregon e Washington dedica ampio spazio alla registrazione dei clienti. Molte iscrizioni a Smart Driver avvenivano durante l'acquisto, in una procedura comune con l'attivazione dei servizi OnStar. Gli investigatori sostengono che, in diversi casi, il personale accettasse le condizioni per conto degli acquirenti senza il loro consenso.
GM incoraggiava le attivazioni attraverso incentivi commerciali. I bonus dei venditori dipendevano in parte dalle iscrizioni ai servizi connessi e le concessionarie venivano classificate in base ai risultati, riferisce l'Oregon. Per questo l'accordo richiede formazione e controlli sui concessionari, oltre a una revisione delle modalità con cui si presenta l'informativa al cliente.
Un'altra contestazione riguarda oltre 370.000 automobilisti. L'app OnStar indicava erroneamente che non erano iscritti a Smart Driver, mentre GM raccoglieva e vendeva le loro informazioni, secondo l'indagine. Successivamente l'azienda li avrebbe esclusi dal programma senza spiegare l'errore, lasciando i dati già comunicati presso intermediari e assicuratori.
Il consenso deve essere una scelta autonoma
Il documento dell'Oregon richiede un'azione chiara, libera, specifica, informata e inequivocabile. Accettare condizioni generali che mescolano il trattamento dei dati di guida con informazioni non pertinenti non basta. Non valgono neppure il silenzio, l'inattività o caselle preselezionate che obbligano il consumatore a intervenire per evitare l'adesione.
Servizi o funzioni separati e non correlati richiedono consensi distinti. Restano eccezioni circoscritte, fra cui la trasmissione ai soccorritori e determinati utilizzi per sicurezza o adempimenti di legge. L'intesa non equivale quindi al divieto assoluto di raccogliere qualsiasi dato da una vettura connessa.
Entro 60 giorni dalla data di efficacia prevista, GM deve introdurre una procedura di adesione basata su un'azione indipendente del consumatore, per esempio una risposta via email. Chi non agisce entro dieci giorni dalla relativa comunicazione viene considerato non aderente a OnStar. Sono previsti controlli periodici per individuare andamenti anomali delle iscrizioni presso le concessionarie.
L'azienda deve inoltre limitare i dati raccolti, mantenere un programma di tutela della riservatezza e sottoporlo a verifiche interne e indipendenti. La formazione dei concessionari deve chiarire che è il cliente a dover esaminare e accettare personalmente le informazioni prima dell'iscrizione. La regola riguarda quindi il gesto concreto compiuto al momento dell'attivazione.
La chiusura di Smart Driver e il procedimento federale
GM aveva annunciato il 24 aprile 2024 la cessazione di Smart Driver su tutti i propri veicoli e la rimozione dei clienti dal programma. Nel comunicato attribuiva la decisione ai riscontri ricevuti dagli utenti, ribadendo che il servizio era nato per promuovere abitudini di guida più sicure. Secondo l'azienda, la condivisione con LexisNexis e Verisk era terminata il 20 marzo 2024.
Un provvedimento separato della Federal Trade Commission è stato finalizzato il 14 gennaio 2026. Impone per cinque anni il divieto di comunicare i dati coperti su posizione e comportamento di guida alle agenzie che producono rapporti sui consumatori. Gli altri obblighi di trasparenza e scelta si estendono lungo i 20 anni di durata dell'ordine federale, con eccezioni specifiche.
L'intesa multistato pubblicata dall'Oregon indica come data di efficacia il 30 novembre 2026. La copia disponibile presenta però ancora vuoto lo spazio per la firma del giudice. Dimostra i termini concordati dalle parti, senza confermare da sola che il tribunale abbia già emesso il provvedimento.
Copia dei dati e cancellazione seguono percorsi diversi
Il testo dell'Oregon richiede un metodo accessibile per ottenere una copia dei dati di guida e conoscere le categorie di soggetti terzi che li hanno ricevuti. Le richieste devono essere trattate entro 45 giorni. Sono previste anche modalità di cancellazione, soggette alle eccezioni per informazioni da conservare in base a obblighi legali o ad altre condizioni indicate.
La vicenda riguarda pratiche contestate negli Stati Uniti. Non prova che i medesimi flussi siano stati utilizzati per stabilire premi assicurativi italiani. Anche per un veicolo importato, la cessazione di Smart Driver e la rimozione delle informazioni storiche sono operazioni differenti: la scomparsa di una funzione dall'app non documenta, da sola, quali dati rimangano presso i precedenti destinatari.
Foto: General Motors, materiale stampa OnStar del 2 febbraio 2024. Interni a scopo illustrativo, non una prova dell’indagine.



