Foto: BYD. Installazione dimostrativa a Uxbridge, Regno Unito; uso editoriale secondo le condizioni della galleria ufficiale.
La visita di Stella Li a Bucarest apre un confronto tra BYD e i fornitori automobilistici romeni, ma non annuncia uno stabilimento di assemblaggio nel Paese. La vicepresidente esecutiva del gruppo è arrivata il 30 ottobre 2026 per la sua prima visita ufficiale in Romania. Nell'agenda figurano i rapporti con i partner locali, il dialogo con le autorità, la ricarica ultrarapida e possibili collaborazioni industriali per le attività europee dell'azienda.
Il punto industriale riguarda soprattutto le opportunità da valutare. Come riportato dal quotidiano economico romeno Ziarul Financiar, Li ha richiamato l'esperienza del settore automobilistico romeno, il personale qualificato e il contributo potenziale dei fornitori. Non sono stati indicati contratti di fornitura romeni già firmati, volumi ordinati o un calendario produttivo locale.
Che cosa cambia con le dichiarazioni sulla ricarica
La cronaca successiva della conferenza aggiunge un'intenzione di investimento nelle infrastrutture. HotNews, il 31 ottobre, riferisce che Li ha parlato dell'impiego di risorse proprie BYD per sviluppare la ricarica in Romania. Non ha però fornito un importo esatto né una scadenza precisa. Autostrade e altre aree ad alta frequentazione sono state indicate come priorità per le installazioni.
Sono informazioni che riguardano la rete di ricarica, senza definire un investimento in una fabbrica di automobili. Inoltre, una dichiarazione di finanziamento non equivale all'apertura di una stazione. Nei resoconti citati non compare un elenco completo di indirizzi, date di attivazione e prezzi romeni utilizzabile da chi deve organizzare un viaggio.
Il significato dei cinque minuti dichiarati da BYD
Per capire la tecnologia discussa a Bucarest è utile la documentazione ufficiale pubblicata da BYD nel Regno Unito nell'agosto 2026. Il costruttore indica cinque minuti per passare dal 10% al 70% di carica e nove minuti dal 10% al 97%, quando automobile e infrastruttura sono compatibili. A −30 °C, la durata dichiarata è di 12 minuti dal 20% al 97%.
I tre intervalli non sono intercambiabili. I nove minuti non descrivono una ricarica da batteria vuota al 100%, mentre la prova a bassa temperatura parte dal 20%. Si tratta di prestazioni comunicate dal produttore per il proprio sistema, non di misurazioni Carboratory su una stazione romena. Anche la presenza di un caricatore molto potente non garantisce lo stesso risultato con tutte le vetture.
La scheda britannica parla di un massimo di 1.500 kW attraverso un singolo connettore. Ogni caricatore dispone di due collegamenti; nell'uso contemporaneo può erogare fino a 1.000 kW per ciascuno. Questi numeri definiscono la capacità dell'apparecchiatura. La potenza che arriva alla batteria resta condizionata da quanto il veicolo può accettare.
Non basta collegare una qualunque elettrica
BYD associa le prestazioni più elevate alla seconda generazione Blade Battery. Nel documento destinato al mercato britannico, la DENZA Z9 GT viene indicata come la prima vettura in arrivo in quel mercato capace di sfruttare tali velocità. Questa informazione non stabilisce una data di lancio in Romania o la dotazione di una versione italiana.
Il costruttore dichiara inoltre che le stazioni possono essere utilizzate da veicoli di altre marche con presa CCS2. Questi rimangono però limitati dalle rispettive capacità di ricarica. La compatibilità del connettore consente l'accesso al servizio; non trasforma l'architettura elettrica dell'auto né le conferisce la tecnologia Blade Battery 2.0.
La distinzione interessa anche chi sta valutando una BYD già presente in concessionaria. Il marchio sulla carrozzeria non basta per attribuire a ogni modello i cinque minuti pubblicizzati. Vanno controllati la batteria della versione scelta, la potenza massima in corrente continua e l'intervallo di carica usato per il tempo ufficiale. Il confronto tra vetture deve partire da quelle specifiche.
Le batterie della stazione e il collegamento alla rete
Il sistema descritto da BYD per il Regno Unito utilizza due unità di accumulo da 185 kWh, per un totale di 370 kWh a caricatore. A seconda delle infrastrutture e del traffico, l'accumulo può prelevare dalla rete elettrica una potenza indicativa compresa tra 100 e 560 kW. L'energia raccolta viene poi trasferita all'automobile a una potenza superiore a quella disponibile istantaneamente dal collegamento.
Questo chiarisce perché il picco di 1.500 kW al connettore non debba essere letto come una richiesta permanente della stessa potenza alla rete locale. Non dimostra però che ogni futura installazione romena avrà la configurazione britannica. L'allacciamento, lo spazio per le batterie e la gestione degli accessi restano caratteristiche del singolo sito.
Nella foto ufficiale utilizzata per questo articolo si vede l'installazione dimostrativa di Uxbridge, nel Regno Unito. L'immagine illustra la tecnologia e non documenta una stazione già aperta in Romania.
Il precedente industriale ungherese
Per le attività produttive europee esiste un riferimento ufficiale distinto. Il 15 maggio 2025 BYD ha annunciato l'impegno a collocare la propria sede europea a Budapest, insieme a un centro di ricerca e sviluppo. Nel comunicato erano citati anche la fabbrica di autobus di Komárom, gli impianti di Fót e Páty e il progetto automobilistico di Szeged.
Il programma di Budapest prevedeva collaborazione con almeno tre università ungheresi e due prime aree di ricerca: mobilità intelligente ed elettrificazione di nuova generazione. BYD annunciava inoltre rapporti con fornitori e start-up ungheresi. Sono impegni con una collocazione geografica precisa: non possono essere trasformati in investimenti o assunzioni promessi alla Romania.
Un fornitore romeno potrebbe comunque entrare nella catena europea del gruppo senza che il Paese ospiti un nuovo stabilimento di assemblaggio. È questa la differenza tra il possibile coinvolgimento industriale discusso a Bucarest e una decisione di localizzazione di una fabbrica, che richiederebbe un annuncio specifico.
Le informazioni ancora necessarie agli automobilisti
Il sito BYD Romania presenta elettriche e ibride ricaricabili, tra cui DOLPHIN SURF, ATTO 2, SEALION 7 e SEAL U DM-i. Il catalogo conferma l'attività commerciale, senza attribuire automaticamente a ciascuna versione le prestazioni della nuova tecnologia.
Il documento britannico descrive prezzi per kWh e pagamenti tramite carta, applicazione, identificazione automatica e roaming RFID. Non stabilisce però le condizioni romene. Per valutare il servizio locale serviranno ubicazione, accessibilità pubblica, tariffa e potenza utilizzabile dal modello concreto. Solo queste informazioni permetteranno di inserire le nuove stazioni in un itinerario attraverso la Romania.



