Volvo Cars prevede di eliminare circa 2.500 posti di lavoro nel mondo dopo aver registrato una perdita operativa di 5,6 miliardi di corone svedesi nel terzo trimestre 2026. Circa 2.000 posizioni si trovano in Svezia. Il programma comprende altri 5 miliardi di corone di riduzioni nella spesa indiretta e nei costi variabili.

I ricavi trimestrali sono scesi a 66,9 miliardi di corone, contro 86,4 miliardi nello stesso periodo del 2025. Un anno prima Volvo Cars aveva registrato un risultato operativo positivo di 6,4 miliardi. L’azienda indica condizioni peggiori in Cina e una ripresa più lenta del previsto negli Stati Uniti. L’Europa è rimasta più resistente, sostenuta dalla domanda e dagli ordini per le auto completamente elettriche.

I numeri del trimestre

Volvo Cars ha comunicato un EBIT di -3,7 miliardi di corone, escludendo joint venture, società collegate e voci che incidono sulla comparabilità. Il margine EBIT è stato del -8,4%, contro il 7,4% del terzo trimestre 2025. Su base rettificata, il margine è stato del -5,6%, mentre un anno prima era del 6,7%.

L’utile base per azione è risultato pari a -1,63 corone, rispetto a 1,75 corone positive dell’anno precedente. Il trimestre ha risentito anche della rivalutazione negativa di 1,1 miliardi di corone dei crediti CAFE dopo le modifiche legislative negli Stati Uniti, dell’aumento dei costi delle materie prime e di 0,9 miliardi legati alle perdite di Polestar riconosciute nel secondo trimestre 2026.

Il risultato descrive una pressione sulla redditività, non soltanto un problema di vendite. Volvo deve finanziare software, sistemi ADAS e nuove piattaforme elettriche in un mercato dove domanda e concorrenza cambiano molto da una regione all’altra.

Come saranno ridotti i posti

Il piano riguarda circa 2.500 posizioni globali, di cui circa 2.000 in Svezia. Volvo Cars cita la fine dei contratti con consulenti, il naturale ricambio del personale e pacchetti di uscita mirati. Non si tratta quindi necessariamente di un’unica ondata di licenziamenti tradizionali; l’applicazione dipenderà dalle trattative e dal tipo di ruolo.

L’effetto economico completo dovrebbe essere visibile entro la fine del 2027. Volvo stima che la spesa indiretta complessiva sarà allora quasi del 25% inferiore rispetto al 2024. La misura comprende una struttura centrale più snella, minori costi amministrativi e maggiori responsabilità alle regioni.

Il costruttore sta inoltre adattando la forza lavoro produttiva ai volumi attuali usando la flessibilità già disponibile. Nella ricerca e sviluppo, Volvo afferma di essere arrivata dopo una fase intensa di investimenti nella piattaforma SPA3 e nel sistema di calcolo centrale HuginCore, rendendo possibile una riduzione dei costi di sviluppo.

Cina e Stati Uniti

Volvo Cars identifica la Cina e gli Stati Uniti come i principali punti di pressione. In Cina l’azienda vuole proteggere i margini invece di partecipare a una competizione basata su forti sconti. Il piano prevede anche prodotti, software e funzioni di assistenza più regionalizzati.

Negli Stati Uniti, i cambiamenti legislativi e la rivalutazione dei crediti CAFE hanno pesato sul trimestre. L’Europa ha mostrato una maggiore tenuta. Le auto completamente elettriche hanno rappresentato il 32% delle vendite globali Volvo Cars nel terzo trimestre, contro il 22% dell’anno precedente. Le auto elettrificate, comprese le ibride plug-in, sono arrivate al 53%, contro il 46%.

La crescita della quota elettrica non ha compensato il calo dei ricavi e gli altri costi. Volvo deve sviluppare modelli differenti per regioni differenti senza mantenere una struttura pensata per volumi più alti.

Produzione e fornitori

Volvo Cars intende concentrare la produzione in cinque stabilimenti Volvo dedicati a livello globale. Per gli impianti di Chengdu e Ghent sta valutando l’assemblaggio di più marchi insieme a Geely. L’azienda presenta l’ipotesi come una valutazione in corso, non come una decisione definitiva.

Sul fronte dei fornitori, Volvo vuole aumentare l’uso di componenti hardware e fornitori comuni all’interno del Geely Group. I risparmi dipenderanno dalla possibilità di standardizzare le parti senza perdere le differenze richieste dai vari marchi e dai mercati.

Gli investimenti dovrebbero tornare a un livello normale, circa il 30% più basso rispetto al 2024. Volvo non rinuncia però allo sviluppo prodotto: il piano prevede 13 nuove auto tra oggi e la fine del 2030, con gamme adattate a Europa, Stati Uniti e Cina.

Cosa significa per i clienti

Le nuove auto dovrebbero utilizzare una base tecnologica cinese e sistemi ADAS aggiornati per il mercato cinese. La regionalizzazione può rendere i prodotti più competitivi, ma comporta più versioni software, omologazioni e requisiti di assistenza.

La perdita del terzo trimestre non cancella la strategia di lungo periodo di Volvo Cars, ma mostra che il piano deve essere finanziato in un contesto più difficile. L’azienda ha già ritirato le previsioni a breve termine su volumi e flusso di cassa. Per i clienti romeni non è stata annunciata una modifica immediata della gamma; il dato più concreto è l’accelerazione della disciplina sui costi e degli investimenti selettivi.

Fonti