Il bianco è una delle poche tinte che funzionano contemporaneamente per il cliente privato, il costruttore, il concessionario e il gestore di una flotta. È abbastanza neutro da incontrare gusti diversi, si adatta a molti tipi di carrozzeria e offre una base ordinata per loghi e pellicole. Per questo la sua presenza sulle strade è superiore a quella suggerita dalle sole preferenze personali.

Secondo il Global Automotive Color Popularity Report 2025 di Axalta, il bianco rappresentava il 29% della produzione automobilistica globale analizzata. Il nero arrivava al 23% e il grigio al 22%. Axalta utilizza dati di produzione provenienti dalle principali regioni e dai principali mercati. Il dato descrive quindi le automobili costruite, non una votazione diretta degli automobilisti. Una grande commessa per veicoli aziendali o commerciali può avere un peso rilevante nella percentuale finale.

BASF ha pubblicato un risultato diverso per il 2024. Il suo Color Report for Automotive OEM Coatings indica il bianco al 34%, il nero al 22% e il grigio al 17% a livello mondiale. BASF spiega che il calcolo si basa sulle informazioni disponibili riguardo alla produzione globale e all’applicazione delle vernici sulle autovetture. Le percentuali non sono perfettamente sovrapponibili: cambiano l’anno, la fonte e il metodo. Il punto comune è che il bianco resta nel gruppo di vertice.

In Europa il grigio può superare il bianco

La classifica Axalta del 2025 mostra una differenza importante. In Europa il grigio era al 26%, il bianco al 25% e il nero al 22%. In Nord America il bianco guidava con il 31%, mentre in Sud America arrivava al 35%. In Asia il nero raggiungeva il 26% e alcuni colori cromatici, come verde, giallo e arancione, mostravano una crescita rispetto ai toni più tradizionali.

Il rapporto BASF del 2024 fotografa l’area EMEA con il bianco al 27%, il grigio al 22% e il nero al 20%. La società osserva inoltre che i colori acromatici — bianco, nero, grigio e argento — sono passati dal 72% nel 2021 a quasi l’80% nel 2024. Nell’area Asia-Pacifico, invece, il bianco era al 38%, il nero al 24% e il grigio al 15%. Questi numeri invitano a evitare frasi assolute: il bianco è molto diffuso, ma non ha sempre il primo posto.

La fabbrica preferisce una gamma gestibile

La verniciatura di una scocca richiede primer, basecoat, trasparente, controlli di copertura e parametri costanti. Ogni nuovo colore aumenta la complessità degli approvvigionamenti e della programmazione della linea. Anche la rete dei concessionari deve prevedere quali versioni ordinare e quali lasciare in pronta consegna. I colori neutri riducono il rischio di avere molti veicoli invenduti perché troppo caratterizzati.

Il bianco, però, non è sempre un colore economico dal punto di vista tecnico. Esistono bianchi solidi, metallizzati e perlati. Un bianco perlato può richiedere pigmenti a effetto e più attenzione durante la riparazione. Il prezzo dell’opzione dipende dal modello e dal mercato. Perciò non è corretto considerare ogni automobile bianca come se avesse la stessa vernice.

Il mondo delle flotte aggiunge un altro elemento. Un furgone bianco può ricevere una livrea, un numero identificativo o una pellicola senza creare un contrasto cromatico difficile da gestire. Per un’azienda che ordina molti veicoli, avere una base uniforme semplifica l’identificazione e le sostituzioni. Questo non spiega tutte le berline bianche vendute ai privati, ma chiarisce perché il colore è particolarmente visibile tra i veicoli commerciali.

Il mercato dell’usato non offre una garanzia

Una tinta neutra può ampliare il numero di persone disposte a prendere in considerazione un’auto usata. Un acquirente che non sceglierebbe una carrozzeria arancione può accettare più facilmente bianco, nero o grigio. Tuttavia, il valore residuo dipende soprattutto dal modello, dal motore, dal chilometraggio, dalla manutenzione, dagli incidenti e dalla domanda locale. I rapporti sui colori non dimostrano che ogni automobile bianca si svaluti meno.

Anche la carrozzeria richiede cautela. Per una vernice bianca solida, il tecnico deve controllare codice, tonalità e brillantezza. Per una finitura perlata entrano in gioco lo strato a effetto e l’angolo di osservazione. La fusione tra il pannello riparato e quelli vicini deve essere eseguita con lo stesso rigore riservato alle altre tinte. Il bianco può nascondere una piccola imperfezione a distanza, ma non elimina la necessità di una corrispondenza accurata.

Calore e sicurezza: niente promesse universali

Una superficie chiara riflette una parte maggiore della luce visibile rispetto a una scura. Questo non basta per stabilire quanto sarà caldo l’abitacolo. Contano vetri, tetto, isolamento, ventilazione e tempo di esposizione. Le statistiche di Axalta e BASF non dimostrano che tutte le auto bianche consumino meno energia per il climatizzatore.

La sicurezza dipende anch’essa dal contesto. Un’auto chiara può contrastare con un asfalto scuro, ma essere meno distinta in un ambiente molto luminoso o innevato. Pioggia, nebbia, fari e attenzione degli altri conducenti cambiano la situazione. Sistemi di assistenza, pneumatici, illuminazione e comportamento hanno un rapporto più diretto con il rischio stradale rispetto alla tinta della carrozzeria.

Il colore si sta diversificando lentamente

Nel 2025 Axalta ha indicato il blu come colore cromatico più diffuso, con il 6% globale. BASF ha segnalato una maggiore presenza del verde e dei toni caldi, inclusi giallo e beige. I designer continuano quindi a proporre gamme più ampie, ma la produzione reale rimane concentrata su bianco, nero, grigio e argento.

Le auto bianche sono comuni perché rispondono a più esigenze nello stesso momento: hanno una domanda ampia, si inseriscono facilmente nella produzione e nella logistica, funzionano per le flotte e non dividono il mercato dell’usato come alcune tinte molto personali. È una spiegazione economica e industriale prima ancora che estetica. La scelta finale, comunque, dovrebbe considerare il tipo di finitura, il costo dell’opzione e la reperibilità della vernice di ricambio.

Fonti