La richiesta di François Kalfon sulle auto BYD riguarda anzitutto gli acquisti delle amministrazioni e l'accesso ai luoghi sensibili. L'eurodeputato francese vuole che la Commissione europea esamini i rischi di sicurezza dei veicoli connessi e consideri restrizioni. Il comunicato pubblicato il 4 novembre 2026 presenta un'iniziativa politica, senza annunciare un divieto europeo di vendita o di circolazione per i clienti privati.

Kalfon riferisce di aver coinvolto la Commissione insieme ad altri otto eurodeputati e di aver scritto al primo ministro francese Sébastien Lecornu. La sua tesi è che telecamere, microfoni, GPS e sensori laser possano raccogliere informazioni sensibili nei pressi di basi militari e infrastrutture strategiche. Il testo non contiene una perizia tecnica su un modello BYD identificato, né i risultati di una prova su una specifica versione software.

Quattro richieste, con conseguenze diverse

Il parlamentare propone di limitare l'accesso alle infrastrutture militari e sensibili, escludere BYD dagli appalti pubblici, classificare l'azienda come fornitore a rischio e limitare le importazioni in Europa. Non sono interventi intercambiabili. Una disposizione che disciplina l'ingresso in una base ha un ambito diverso da una misura commerciale applicata alle importazioni.

Nel comunicato sono citati anche testi ancora in negoziazione, fra cui quello denominato dal deputato Cybersecurity Act 2. Il richiamo non dimostra che BYD abbia già ricevuto la classificazione europea richiesta. La posizione di Kalfon è una domanda di intervento alle autorità, non la pubblicazione di una decisione vincolante delle istituzioni dell'Unione.

Per un ente che deve acquistare automobili, la conseguenza non può essere dedotta dal solo annuncio. Occorrerebbe conoscere un eventuale atto applicabile, i destinatari e le condizioni previste. Allo stesso modo, il proprietario di una BYD non trova nel documento un ordine di spegnere i servizi connessi o una data di cessazione della circolazione. Il passaggio dalla proposta alla misura resta da distinguere nella lettura della notizia.

Quali informazioni descrive il costruttore

L'informativa europea di BYD sul Data Act permette di osservare più da vicino i servizi coinvolti. Il titolare dei dati indicato è BYD Europe B.V., con sede statutaria a Schiedam, nei Paesi Bassi. Il documento elenca, fra gli esempi, stato delle serrature, finestrini, pressione degli pneumatici, chilometraggio, velocità, marcia inserita, temperatura della batteria e livello di carica.

La disponibilità dei dati dipende dalle funzioni effettive dell'auto e dalla configurazione dei servizi. È una precisazione necessaria: non si può attribuire a ogni vettura la stessa raccolta solo perché appartiene al marchio BYD. Anche i diversi impieghi tecnici sono descritti separatamente, invece di essere riuniti in un unico flusso indistinto.

Per gli aggiornamenti software a distanza, l'azienda cita informazioni di base del veicolo, versione del sistema, registro del processo e risultato dell'installazione. La diagnostica può utilizzare configurazione, firmware, consumo energetico e stato dei sistemi elettronici per individuare errori e svolgere valutazioni tecniche. Queste descrizioni attestano ciò che il costruttore dichiara sul servizio, senza dimostrare di per sé un accesso non autorizzato.

BYD indica Google Cloud e un centro dati a Parigi per la conservazione dei dati di prodotto e dei servizi correlati coperti dall'informativa. La collocazione dichiarata riguarda quell'ambito preciso. Non equivale a una verifica indipendente di tutti i componenti, delle autorizzazioni di accesso o delle operazioni possibili attraverso l'infrastruttura.

Telecamere e diagnosi non svolgono lo stesso lavoro

Nella pagina ufficiale dedicata alla riservatezza, BYD afferma che i dati delle telecamere interne ed esterne sono elaborati localmente nel veicolo. Per la telecamera panoramica sostiene che le immagini non vengono conservate e che le informazioni stradali sono utilizzate in tempo reale quando la funzione è attiva. L'azienda rimanda alla versione specifica del modello e al manuale per i dettagli effettivi.

La distinzione fra elaborazione locale e servizi cloud evita due conclusioni improprie. La prima sarebbe supporre che l'auto non trasmetta alcuna informazione perché una telecamera funziona localmente. La seconda sarebbe considerare una trasmissione di diagnostica come prova automatica di spionaggio. I documenti descrivono operazioni diverse, che richiedono domande tecniche diverse.

BYD presenta inoltre il controllo dei finestrini tramite applicazione, con conferma della password. La sicurezza di una vettura connessa riguarda quindi anche i comandi ricevuti e i relativi permessi. La sola posizione geografica del server non esaurisce la valutazione: contano il servizio, i soggetti autorizzati e le protezioni applicate all'accesso.

Gli strumenti disponibili per chi usa l'auto

Le linee guida del Comitato europeo per la protezione dei dati, adottate il 9 marzo 2021, raccomandano l'elaborazione locale dove possibile e una raccolta limitata al necessario. Il documento tratta anche le impostazioni che tutelano la riservatezza e la cancellazione dei dati prima della vendita del veicolo. Si rivolge all'intero settore, senza formulare un giudizio specifico contro BYD.

Per il conducente, il controllo concreto parte dal manuale della propria versione e dalle informative separate di auto, applicazione e servizi. BYD indica privacy.eu@byd.com per le richieste relative al Data Act: l'accesso ai dati detenuti dall'azienda è descritto come gratuito, in formato strutturato e leggibile automaticamente. Sono previste anche richieste di trasferimento a un terzo e di interruzione di quella condivisione. Queste procedure riguardano i dati dell'utente e restano distinte dalla valutazione di sicurezza chiesta da Kalfon alle autorità.

Immagine d’archivio: BYD Seal, 14 luglio 2024. Foto di Calreyn88, Wikimedia Commons. Ridimensionata e convertita in WebP; la versione adattata mantiene la licenza CC BY-SA 4.0. Non documenta un incidente di sicurezza.

Fonti