Volvo Cars prevede una riduzione strutturale di circa 2.500 posizioni a livello mondiale, comprese circa 2.000 posizioni in Svezia. Il provvedimento fa parte di un nuovo pacchetto da 5 miliardi di corone svedesi per ridurre la spesa indiretta e i costi variabili.

La cifra non corrisponde a 2.500 licenziamenti immediati. L’azienda indica una combinazione di fine dei contratti con consulenti, normale ricambio del personale e pacchetti di uscita mirati. L’effetto finanziario completo dovrebbe emergere entro la fine del 2027.

Immagine ufficiale della Volvo EX60

Immagine ufficiale Volvo Cars. Foto: Volvo Cars.

Una perdita operativa nel terzo trimestre

L’annuncio segue un terzo trimestre difficile. Volvo Cars ha registrato una perdita operativa rettificata di 3,7 miliardi di corone svedesi, contro un utile rettificato di 5,8 miliardi nello stesso trimestre del 2025. Il costruttore cita la pressione competitiva in Cina, una ripresa più lenta negli Stati Uniti e i costi della transizione verso una gamma più elettrificata.

Il 2 ottobre Volvo Cars aveva ritirato le previsioni annuali per i volumi di vendita e il flusso di cassa del 2026. La società aveva spiegato che le condizioni in Cina erano peggiorate, che la ripresa americana procedeva più lentamente del previsto e che l’Europa mostrava una maggiore resilienza. Il ritiro delle stime segnala che le ipotesi precedenti non sono più abbastanza affidabili nell’attuale contesto.

Il contenuto del piano di risparmio

Una volta completato, il programma dovrebbe portare la spesa indiretta a quasi il 25% sotto il livello del 2024. Volvo Cars non ha pubblicato una ripartizione per reparto, ma le misure comprendono attività amministrative, servizi esterni e costi variabili. Anche la forza lavoro degli stabilimenti sarà adattata ai volumi attuali e la spesa per ricerca e sviluppo verrà rivista.

La società afferma che l’architettura SPA3 e la piattaforma tecnologica HuginCore sono ormai definite. Questo dovrebbe rendere più semplice riutilizzare hardware e software tra i modelli e ridurre le duplicazioni nello sviluppo. Volvo lavora inoltre a una struttura produttiva più efficiente, con cinque stabilimenti dedicati.

È allo studio anche l’assemblaggio di più marchi negli impianti di Chengdu e Gent, insieme a Geely. Non si tratta ancora di una decisione definitiva per ogni stabilimento, ma l’opzione permetterebbe di usare la capacità produttiva in modo più flessibile. L’azienda parla inoltre di fornitori e componenti hardware condivisi all’interno del gruppo.

Il nuovo intervento segue il programma annunciato nel 2025, che comprendeva circa 3.000 posizioni, soprattutto ruoli d’ufficio e consulenti in Svezia, nell’ambito di un piano da 18 miliardi di corone. Volvo Cars non presenta i 2.500 nuovi posti come una semplice somma ai tagli precedenti, perché i due programmi hanno misure e scadenze diverse.

Tredici nuovi modelli entro il 2030

La riduzione dei costi procede insieme alla strategia di prodotto. A settembre Volvo Cars ha annunciato 13 nuove automobili entro la fine del 2030, sviluppate più specificamente per Europa, Stati Uniti e Cina. Il piano prevede maggiore produzione regionale e un uso più intenso delle sinergie con Geely.

La EX60 elettrica è uno dei modelli centrali. È la prima Volvo basata sull’architettura SPA3 e la prima vettura completamente elettrica del marchio progettata, sviluppata e costruita in Svezia. Le consegne ai clienti europei sono iniziate a luglio 2026, mentre la produzione dovrebbe aumentare nella seconda metà dell’anno. Nel suo aggiornamento del secondo trimestre, Volvo Cars aveva citato anche l’aumento delle scorte legato all’avvio della produzione della EX60.

Per gli automobilisti europei la ristrutturazione non cambia immediatamente i modelli ordinabili. Può però influenzare la velocità con cui l’azienda adatta produzione e sviluppo alle diverse regioni. Volvo Cars deve ora ridurre la base dei costi mentre lancia nuovi modelli elettrici in mercati con una domanda molto diversa.

L’annuncio riflette una difficoltà comune ai costruttori che investono contemporaneamente in batterie, software e sistemi di assistenza, mentre la domanda di auto elettriche cresce a ritmi diversi nei vari mercati. Volvo Cars afferma di voler proteggere i progetti ritenuti fondamentali e ridurre le attività che possono essere svolte con meno fornitori esterni. L’azienda non ha indicato un calendario per ogni uscita né ha spiegato come i 2.500 posti saranno distribuiti tra i reparti.

Per i dipendenti svedesi, l’impatto concreto dipenderà dalla differenza tra un licenziamento, la mancata sostituzione di un posto vacante e la conclusione di un contratto di consulenza. Per Volvo Cars, la sfida è trasformare i risparmi in un vantaggio duraturo senza rallentare i lanci previsti. I prossimi risultati diranno se il taglio dei costi riuscirà a compensare la pressione sui margini e se la produzione della EX60 raggiungerà il ritmo previsto.

Fonti