Michael Leiters, CEO Porsche, e Jochen Breckner, direttore finanziario, accanto a una 911 Turbo S. Fonte foto: Porsche

Come Michael Leiters vuole rifare Porsche: meno modelli, costi ridotti e accento sulle auto sportive

Michael Leiters ha assunto la guida di Porsche il 1° gennaio 2026, in un momento in cui l’azienda aveva vendite più basse, costi alti generati dal cambio di strategia di prodotto e pressione sul mercato cinese. Le sue prime decisioni mostrano la direzione della nuova Strategia 2035: Porsche deve produrre in modo più efficiente, offrire meno varianti e guadagnare di più da ogni auto venduta.

Il piano non è un semplice ritorno ai motori a benzina né l’abbandono delle automobili elettriche. Porsche dice che continuerà a investire in propulsioni termiche, ibride ed elettriche, ma analizzerà con più rigore se ogni progetto è redditizio e se si adatta all’identità di un costruttore di auto sportive.

Perché Porsche ha bisogno di una ristrutturazione

I risultati del 2025 mostrano la dimensione del problema. I ricavi del gruppo sono scesi del 9,5%, da 40,08 a 36,27 miliardi di euro, e l’utile operativo si è ridotto da 5,64 miliardi a soli 413 milioni di euro. Il margine operativo è sceso dal 14,1% all’1,1%.

L’azienda ha consegnato 279.449 automobili, il 10,1% in meno rispetto al 2024. Allo stesso tempo Porsche ha registrato spese eccezionali di circa 3,9 miliardi di euro, di cui 2,4 miliardi associati al riposizionamento della gamma e al ridimensionamento dell’azienda, 700 milioni alle attività nel campo delle batterie e altri 700 milioni ai dazi doganali degli Stati Uniti.

La prima metà del 2026 ha portato 122.306 consegne, il 16% sotto il livello del periodo analogo. La Cina è scesa del 32% e il Nord America del 13%. Porsche ha però migliorato il margine operativo al 7,8%, rispetto al 5,5% della prima metà del 2025, segno che le misure iniziali di ristrutturazione hanno iniziato a vedersi nella redditività.

«Valore prima del volume»

Leiters non insegue il rapido ritorno a un volume il più alto possibile. Il principio dichiarato dall’azienda è Value over Volume: più importante del numero di auto vendute diventano il prezzo, il margine e la capacità dei modelli di conservare il valore.

Nella pratica Porsche vuole ridurre gli incentivi commerciali ed evitare una produzione che superi la domanda, in particolare in Cina. La strategia implica più esclusività, l’estensione del programma di personalizzazione Sonderwunsch e lo sviluppo di versioni con margine elevato.

L’azienda analizza modelli e derivati posizionati sopra le attuali sportive a due porte e sopra la Cayenne. Si tratta di intenzioni strategiche, non di automobili confermate per la produzione. La gamma completa e gli obiettivi finanziari della Strategia 2035 saranno presentati all’inizio di ottobre 2026.

La gamma Porsche avrà meno varianti

La direzione ritiene che il portafoglio sia diventato troppo complesso rispetto al volume prodotto. Ridurre il numero di combinazioni semplifica lo sviluppo, l’omologazione, l’approvvigionamento e la produzione.

Porsche ha già offerto un esempio negli Stati Uniti, dove ha eliminato due varianti di carrozzeria Taycan che avevano domanda ridotta. Lo stesso principio può essere applicato ad altre gamme, ma l’azienda non ha ancora pubblicato l’elenco delle versioni che spariranno.

Per i clienti una gamma più semplice può significare meno configurazioni di base, ma più pacchetti ben definiti e versioni care. Per l’azienda l’obiettivo è ridurre il costo di ogni modello ed evitare lo sviluppo di derivati venduti in volumi molto piccoli senza margini sufficienti.

Benzina, ibrido ed elettrico, in parallelo

Porsche non rinuncia alle automobili elettriche. La Cayenne Electric è entrata nella nuova gamma accanto alle versioni con motore termico e ibrido plug-in, e le future sportive elettriche della famiglia 718 restano nel piano dell’azienda.

Allo stesso tempo le generazioni con motori termici resteranno disponibili più a lungo di quanto si anticipasse all’inizio. Il futuro SUV posizionato sopra la Cayenne, pianificato all’inizio come esclusivamente elettrico, apparirà prima con motorizzazioni termiche e ibride plug-in. Lo sviluppo di una nuova piattaforma elettrica per gli anni 2030 è stato riprogrammato.

Questo approccio riduce il rischio di dipendere da una sola tecnologia in un periodo in cui il ritmo di adozione delle auto elettriche differisce molto tra Cina, Europa e Stati Uniti. Allo stesso tempo, mantenere tre tipi di propulsione può conservare una parte della complessità che Leiters tenta di eliminare.

Quasi 9.000 posti eliminati entro il 2035

Il pacchetto negoziato con i rappresentanti dei dipendenti prevede la riduzione di altri 5.000 posti entro il 2035, principalmente attraverso uscite naturali, pensionamenti parziali e accordi volontari. Insieme alle misure annunciate in precedenza, la ristrutturazione arriva a circa 9.000 posti di lavoro.

In cambio Porsche ha esteso la protezione dei posti di lavoro e degli stabilimenti fino al 2035 e si è impegnata a investire 2,1 miliardi di euro a Zuffenhausen e Weissach. I soldi sono destinati a mantenere la produzione di sportive a due porte a Zuffenhausen, a estendere la personalizzazione Sonderwunsch e a concentrare lo sviluppo delle gamme a Weissach.

I dipendenti sopporteranno anche altre misure di riduzione dei costi. Una parte degli aumenti salariali sarà rinviata, la componente volontaria della tredicesima natalizia scenderà progressivamente e il lavoro da remoto sarà limitato a otto giorni al mese, rispetto ai 12 precedenti.

Porsche rinuncia anche ad attività secondarie

La concentrazione sull’attività auto include la chiusura o la vendita di alcune controllate. Porsche ha deciso di fermare Cellforce Group, Porsche eBike Performance e Cetitec, misure che colpiscono oltre 500 dipendenti.

Cellforce aveva sviluppato celle per batterie ad alte prestazioni, Porsche eBike Performance lavorava su sistemi di propulsione per biciclette elettriche e Cetitec forniva software di comunicazioni. L’azienda ha motivato le decisioni con il cambiamento del mercato e la necessità di concentrare capitale e management sulle auto.

Porsche ha anche venduto la controllata di consulenza IT MHP a Tata Consultancy Services. L’operazione è accompagnata da una partnership di cinque anni per usare l’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali in sviluppo, produzione e relazione con i clienti.

Che cosa può cambiare per gli acquirenti

La strategia di Leiters può portare a un’offerta più ristretta e a prezzi medi più alti. I programmi di personalizzazione e le edizioni speciali avranno probabilmente un peso più importante e l’azienda accetterà volumi più piccoli se proteggono il margine e il valore residuo.

Per il mercato rumeno l’effetto immediato sarà visibile soprattutto nella gamma disponibile e nei tempi di ordine. Porsche non ha annunciato cambiamenti locali di prezzo né ritiri concreti di versioni. Qualsiasi conclusione sui modelli che resteranno nel configuratore deve attendere la presentazione completa della Strategia 2035.

La posta è difficile: Porsche deve ridurre contemporaneamente costi e complessità, senza trasformare l’esclusività in un semplice rincaro. Il risultato dipenderà dai prodotti che l’azienda conferma a ottobre e dalla loro capacità di attrarre clienti fuori dai segmenti tradizionali del marchio.

Fonti consultate