Peugeot Quasar. Fotografia d’archivio del costruttore, pubblicata nella galleria Top Gear.
25 auto concept con motore centrale che non sono mai entrate in produzione
L’architettura a motore centrale, collocato tra l’abitacolo e l’asse posteriore, è associata ad alcune delle automobili più performanti mai costruite. Su un’auto di serie, la soluzione può migliorare la distribuzione delle masse e la risposta in curva, ma riduce lo spazio disponibile e complica sviluppo, raffreddamento e accesso per la manutenzione.
I costruttori hanno però usato questa configurazione anche per progetti senza gli obblighi di una produzione di massa. Alcuni hanno provato tecnologie poi apparse su altri modelli, altri sono stati abbandonati per i costi, una recessione o il cambio di direzione dell’azienda. La selezione sotto comprende 25 concept rimasti prototipi, anche se alcuni erano abbastanza funzionali da circolare.
1. Peugeot Quasar – 1984
La Quasar partiva dalla tecnica del modello da rally Peugeot 205 T16: motore centrale e trazione integrale. Il propulsore 1,8 litri a quattro cilindri ricevette due turbine e sviluppava, secondo i dati comunicati alla presentazione, circa 600 CV. La carrozzeria usava fibra di carbonio e Kevlar e la plancia includeva un monitor CRT per la navigazione, una soluzione inusuale nel 1984.
2. Peugeot Oxia – 1988
La Oxia fu presentata al Salone di Parigi quattro anni dopo la Quasar. Il V6 da 2,8 litri, derivato da quello usato dal prototipo WM P87 a Le Mans, era sovralimentato con due turbine e erogava circa 680 CV nella configurazione del concept. Peugeot costruì solo due esemplari.
3. Peugeot Onyx – 2012
La Onyx combinava un diesel V8 da 3,7 litri, proveniente dal programma Peugeot a Le Mans, con un sistema ibrido. La potenza totale annunciata era di circa 690 CV. I pannelli esterni in rame non verniciato erano pensati per ossidarsi in modo naturale, così che la superficie dell’auto cambiasse nel tempo.
4. Volkswagen W12 – 1997
La prima Volkswagen W12 apparve con il nome Syncro Coupé al Salone di Tokyo del 1997. Giorgetto Giugiaro disegnò la carrozzeria e dietro l’abitacolo c’era un W12 aspirato da 5,6 litri. Le varianti successive evolsero fino alla W12 Nardò, usata anche per record di velocità e resistenza.

Volkswagen W12 Coupé. Foto: Volkswagen, via Top Gear.
5. Cadillac Cien – 2002
Cadillac celebrò il centenario del marchio con la Cien, presentata a Detroit nel 2002. Il concept aveva telaio in fibra di carbonio, un design che l’azienda diceva ispirato all’aereo F-22 Raptor e un V12 da 7,5 litri montato in posizione centrale. La potenza dichiarata era di circa 760 CV, trasmessa alle ruote posteriori.

Cadillac Cien. Foto: Cadillac, via Top Gear.
6. Bentley Hunaudières – 1999
Il nome proveniva dal rettilineo Hunaudières del circuito di Le Mans. Il concept Bentley usava un W16 aspirato da 8,0 litri e un cambio manuale a cinque marce. Non entrò in produzione, ma l’idea di un’automobile del gruppo Volkswagen con motore W16 fu sviluppata in seguito con la Bugatti Veyron.
7. Chrysler ME Four-Twelve – 2004
La denominazione descriveva la configurazione tecnica: motore centrale, quattro turbocompressori e 12 cilindri. Il V12 da 6,0 litri proveniva da Mercedes-Benz ed era quotato a circa 862 CV e 1.152 Nm. Chrysler stimava un’accelerazione da 0 a 100 km/h in meno di tre secondi, ma i costi di sviluppo fermarono il progetto.
8. Chevrolet Aerovette – 1973
L’Aerovette fu uno dei numerosi tentativi Chevrolet di spostare il motore della Corvette dietro l’abitacolo. Il prototipo iniziale aveva due motori rotativi Wankel a due rotori, con una cilindrata equivalente dichiarata di 9,5 litri e oltre 400 CV. In seguito fu provata anche una versione con V8, senza che il progetto ricevesse l’approvazione per la produzione.
9. Chevrolet CERV III – 1990
Sviluppata dalla Corvette Indy, la CERV III combinava trazione integrale, sterzo integrale e sospensioni attive. Il V8 da 5,7 litri, sovralimentato con due turbine, produceva circa 660 CV. La tecnologia era troppo costosa per una Corvette di serie dei primi anni ’90.
10. Ford GT90 – 1995
La GT90 fu presentata a Detroit nel 1995 e anticipò il linguaggio di design «New Edge» usato in seguito da Ford. Il telaio proveniva dal progetto Jaguar XJ220 e il motore era un V12 da 6,0 litri con quattro turbine. Ford annunciava circa 730 CV e una velocità massima teorica oltre i 370 km/h.

Ford GT90. Foto: Ford, via Top Gear.
11. Ford Mustang I – 1962
La prima automobile a portare il nome Mustang non fu la coupé lanciata nel 1964. La Mustang I era una roadster compatta a due posti, motore V4 da 1,5 litri montato in posizione centrale e fari a scomparsa. Ford la usò per misurare l’interesse del pubblico, ma il modello di serie adottò un’architettura molto più convenzionale.
12. BMW Nazca C2 – 1991
La Nazca C2 seguì il concept Nazca M12 e fu disegnata da Fabrizio Giugiaro per Italdesign. La struttura leggera in fibra di carbonio e il motore BMW V12 suggerivano un successore indiretto della BMW M1. Esistettero più prototipi, compreso uno Spider, ma BMW non aprì un programma di produzione.
13. Alfa Romeo Scighera – 1997
Sempre Fabrizio Giugiaro disegnò la Scighera per Italdesign. Il concept usava il V6 Alfa Romeo «Busso», sovralimentato con due turbine, e la trazione integrale. Le portiere combinavano una sezione convenzionale con una che si sollevava, soluzione vicina a quella usata sulla Nazca.
14. Lancia Stratos Zero – 1970
Marcello Gandini disegnò per Bertone una delle carrozzerie a cuneo più radicali. La Stratos Zero era alta solo circa 84 cm e l’accesso avveniva dal parabrezza ribaltabile. Il V4 da 1,6 litri proveniva dalla Lancia Fulvia ed era montato in posizione centrale.
15. Saleen S5S Raptor – 2008
Saleen presentò la S5S Raptor al Salone di New York del 2008 come alternativa più accessibile alla S7. Il V8 da 5,0 litri con compressore meccanico sviluppava circa 660 CV. I problemi finanziari e i cambi di proprietà dell’azienda chiusero la strada alla produzione.
16. Ferrari Modulo – 1970
La Pininfarina Modulo usò telaio e V12 da 5,0 litri di una Ferrari 512 S. La carrozzeria aveva le ruote parzialmente coperte e una cupola che scorreva per l’accesso. L’esemplare unico fu restaurato in seguito per diventare funzionante, ma non fu mai un progetto di serie Ferrari.

Ferrari Modulo. Foto: Pininfarina/Ferrari, via Top Gear.
17. Aston Martin Bulldog – 1980
Aston Martin intendeva inizialmente costruire una serie molto piccola di esemplari Bulldog. Il prototipo aveva un V8 da 5,3 litri con due turbine e una velocità massima teorica di 381 km/h, ma i costi portarono all’annullamento del programma. L’auto restaurata ha superato 322 km/h nel 2023, oltre quattro decenni dopo la presentazione.
18. Porsche 919 Street – 2017
La Porsche 919 Street fu concepita come versione stradale del prototipo 919 Hybrid vincitore a Le Mans. Avrebbe conservato il V4 da 2,0 litri e il sistema ibrido, con una potenza totale oltre 900 CV. La complessità tecnica e la manutenzione necessaria resero impossibile l’omologazione di una serie per i clienti.
19. Isuzu 4200R – 1989
Prima di concentrarsi su SUV e veicoli commerciali, Isuzu presentò una supercar a motore centrale. La 4200R fu disegnata da un team in cui c’erano Julian Thomson e Shiro Nakamura, aveva un V8 da 4,2 litri e trazione integrale. All’epoca sia Isuzu sia Lotus erano sotto il controllo di General Motors.
20. Volkswagen XL Sport – 2014
Volkswagen sostituì il sistema diesel-ibrido dell’efficiente XL1 con il V2 da 1.199 cmc della motocicletta Ducati 1199 Superleggera. Il risultato aveva 200 CV, saliva oltre 11.000 giri e pesava circa 890 kg. La XL Sport restò una dimostrazione tecnica, senza piano di fabbricazione in serie.
21. Yamaha OX99-11 – 1992
La OX99-11 usava una versione adattata del V12 da 3,5 litri che Yamaha forniva in Formula 1. Il telaio monoscocca era in fibra di carbonio e il passeggero sedeva in tandem, dietro il guidatore. Il prezzo progettato e la recessione giapponese dei primi anni ’90 limitarono il progetto a tre prototipi.
22. Lamborghini Athon – 1980
Bertone costruì l’Athon sulla base tecnica della Lamborghini Silhouette, in un periodo finanziario difficile per il costruttore. La barchetta a due posti era completamente funzionante e usava un V8 da 3,0 litri montato trasversalmente dietro l’abitacolo. L’auto restò un esemplare unico.
23. Buick Wildcat Concept – 1985
La Wildcat aveva una grande cupola in materiale trasparente che si sollevava insieme a una parte della carrozzeria per consentire l’accesso. Il V6 da 3,8 litri era stato preparato da McLaren Engines e sviluppava circa 233 CV, un valore modesto secondo gli standard attuali, ma rilevante per un prototipo americano del 1985.
24. Mini ACV30 – 1997
BMW presentò l’ACV30 al Rally di Monte Carlo del 1997, mentre preparava il ritorno del marchio Mini. Sotto la carrozzeria ispirata alla Mini Cooper c’era la tecnica della MG F, con motore 1,8 litri in posizione centrale e trazione posteriore. La Mini moderna di serie scelse in seguito il motore anteriore e la trazione anteriore.
25. Volkswagen Golf W12 650 – 2007
Per l’incontro GTI di Wörthersee del 2007, Volkswagen installò in una Golf V un W12 biturbo da 6,0 litri. Il propulsore inviava circa 650 CV e 750 Nm alle ruote posteriori. L’auto poteva circolare, ma raffreddamento, comportamento dinamico e trasformazioni strutturali la rendevano inadatta alla produzione di serie.

Volkswagen Golf W12 650. Foto: Volkswagen, via Top Gear.
Cosa hanno lasciato questi prototipi
Alcuni progetti hanno influenzato in modo diretto automobili apparse più tardi. Bentley Hunaudières e Volkswagen W12 hanno dimostrato le possibilità di un’architettura che sarebbe arrivata, in forma diversa, alla Bugatti Veyron. La serie di prototipi Chevrolet ha preceduto di decenni la Corvette C8, la prima Corvette di serie a motore centrale.
Altri sono restati oggetti senza continuazione industriale, ma hanno fissato un’epoca: Stratos Zero e Modulo per il design a cuneo degli anni ’70, la Quasar per l’ottimismo tecnologico degli anni ’80 e la GT90 per le supercar disegnate in digitale negli anni ’90.
L’elenco mostra anche perché la distanza tra concept e showroom è così grande. Un prototipo deve funzionare abbastanza per una presentazione o una serie di test. Un’auto di produzione deve superare l’omologazione, sopportare l’uso quotidiano, poter essere riparata e avere un costo che il mercato accetta. I 25 modelli hanno risolto la prima parte; per la maggior parte, la seconda non ha avuto una giustificazione finanziaria.
Domande frequenti
Cosa significa motore centrale?
Il motore è collocato tra l’asse anteriore e quello posteriore. Nel senso usato qui, si trova dietro l’abitacolo e davanti all’asse posteriore, per una distribuzione più equilibrata delle masse.
Tutti i 25 concept erano funzionanti?
Non nella stessa misura. Alcuni potevano essere guidati e sono stati provati a velocità elevate, altri sono stati costruiti soprattutto per la presentazione. Un concept funzionante non è automaticamente omologabile per le strade pubbliche.
Quale di essi è stato più vicino alla produzione?
Chrysler ME Four-Twelve, Aston Martin Bulldog, Yamaha OX99-11 e Porsche 919 Street sono stati analizzati per serie limitate. Ciascuno è stato abbandonato prima del lancio commerciale, per motivi che hanno incluso i costi, la complessità o la situazione finanziaria dell’azienda.
Qualcuna delle idee è arrivata su un’auto di serie?
Sì, ma non nella forma esatta del concept. Gli esperimenti Volkswagen con motori W hanno preceduto la Bugatti Veyron e i prototipi Chevrolet a motore centrale hanno anticipato l’architettura della Corvette C8.
Fonti e crediti foto
- Top Gear – galleria dei 25 concept a motore centrale
- Archivi stampa di Peugeot, Volkswagen, Cadillac, Ford, Ferrari e Pininfarina, tramite la galleria citata sopra



