I World Car Awards hanno pubblicato la lista provvisoria della stagione 2027. La categoria principale, World Car of the Year, comprende 56 veicoli eleggibili e presenta una presenza molto ampia di marchi e gruppi cinesi. Non si tratta ancora dei finalisti e l’elenco non anticipa il vincitore: è il punto di partenza per le prove dei giurati e per le due votazioni previste dal programma.

Un elenco di 56 modelli

La lista ufficiale comprende nomi già conosciuti in Europa, tra cui BMW, Hyundai, Kia, Mercedes-Benz, Mazda, Renault, Subaru, Volkswagen e Volvo. Accanto a questi compaiono BYD, Changan, Chery, Deepal, Exeed, GAC Aion, Geely, iCAUR, Jetour, Leapmotor, Lepas, Lynk & Co, MG, Omoda, Onvo, XPeng e Zeekr.

Il campo copre diversi segmenti. Geely EX2, Leapmotor T03 e GAC Aion UT sono tra i modelli più compatti, mentre BYD Ti7, Jetour G700 ed Exeed Exlantix ET rappresentano SUV più grandi. Deepal, XPeng e Zeekr sono presenti con prodotti elettrici destinati a più fasce di mercato. Nell’elenco ci sono anche modelli plug-in hybrid e a motore termico: il premio principale non è quindi una competizione riservata alle auto a batteria.

La descrizione della lista come “per più della metà cinese” va spiegata. I World Car Awards pubblicano i nomi dei modelli, ma non una colonna dedicata a proprietà, luogo di sviluppo o stabilimento di produzione. Il risultato del conteggio cambia se si includono marchi controllati da gruppi cinesi, joint venture e vetture globali costruite in Cina. Il dato verificabile è che i costruttori e i gruppi industriali cinesi occupano una parte molto rilevante del campo, mentre l’organizzazione non pubblica una statistica separata per nazionalità.

I criteri per entrare nella categoria principale

Per il World Car of the Year, un veicolo deve essere prodotto in almeno 10.000 unità all’anno. Deve inoltre avere un prezzo inferiore al livello delle auto di lusso nei mercati principali ed essere in vendita in almeno due mercati importanti situati su due continenti diversi. Il programma indica tra i mercati di riferimento Cina, Europa, India, Giappone, Corea, America Latina e Stati Uniti.

La finestra di eleggibilità va dal primo gennaio 2026 al 19 marzo 2027. La definizione di “in vendita” è più severa di una presentazione internazionale o di una raccolta di prenotazioni online. I criteri ufficiali richiedono la disponibilità fisica per acquisto o leasing tramite una rete di concessionari. Per i marchi cinesi più giovani, questo passaggio misura la differenza tra un piano di espansione e una presenza commerciale effettiva.

I modelli devono essere nuovi oppure sostanzialmente aggiornati. Ogni veicolo ammesso a un’altra categoria entra automaticamente anche nella valutazione per il World Car Design of the Year. Il premio di design segue comunque il proprio percorso e non deve essere confuso con il titolo generale.

Una presenza cinese distribuita su più segmenti

I candidati cinesi non appartengono a una sola nicchia. BYD Ti7, Jetour G700 ed Exeed Exlantix ET sono legati al mercato dei SUV di grandi dimensioni. Geely EX2, Leapmotor T03, GAC Aion UT e MG4 EV Urban occupano un’area più vicina alle vetture compatte e urbane. XPeng, Zeekr, Deepal e Onvo portano i veicoli elettrici in diverse carrozzerie e fasce di prezzo.

Anche la struttura industriale richiede attenzione. MG è controllata da SAIC, Omoda, Exeed e Jetour sono collegate a Chery, mentre Lynk & Co e Zeekr fanno parte dell’ecosistema Geely. Onvo è stata lanciata da Nio e Polestar è un marchio premium internazionale collegato a Geely. Una conta basata soltanto sui loghi può quindi sottostimare il peso degli investimenti e delle piattaforme cinesi dietro alla lista.

Alcuni candidati hanno un profilo ancora più internazionale. Buick Electra E7, Chevrolet Captiva EV / PHEV, Nissan Frontier Pro e Mazda CX-6e / EZ-60 non possono essere descritti nello stesso modo di un modello appartenente a un marchio esclusivamente cinese. Sono esempi di come sviluppo, produzione e accordi industriali attraversino sempre più spesso i confini nazionali.

Altri candidati nelle categorie World Luxury e Performance

La rappresentanza cinese non si limita al premio principale. Nel World Luxury Car figurano Avatr 06, Avatr 07, Avatr 12, Denza BAO 5, XPeng G9, XPeng G9L, XPeng X9 e Zeekr 9X. Nella stessa categoria sono presenti Audi, BMW, Genesis, Jaguar, Polestar, Porsche e Range Rover.

Per la categoria luxury il limite di produzione scende a 5.000 unità annuali, ma resta la regola dei due mercati e dei due continenti. Nel World Performance Car compaiono Lynk & Co 02 e Zeekr 7GT, insieme a prodotti sportivi di Alpine, Cadillac, Chevrolet, Genesis, Kia, Lotus, Mercedes-AMG e Porsche. In questo caso il volume minimo è di 1.000 unità all’anno, mentre il veicolo deve avere un’impostazione chiaramente orientata alle prestazioni.

Il World Urban Car segue requisiti differenti, tra cui una lunghezza massima di 4,25 metri, l’omologazione per la circolazione stradale e una produzione minima di 5.000 unità annue. Anche la categoria elettrica va letta separatamente. Un’auto elettrica non entra automaticamente in ogni premio, mentre tutti i veicoli eleggibili per almeno un’altra categoria sono ammessi alla valutazione del design.

I finalisti arriveranno a gennaio

Secondo il calendario, i giurati proveranno i veicoli eleggibili da settembre 2026 fino a gennaio 2027. Il primo voto terminerà il 28 dicembre 2026. Il 5 gennaio 2027 saranno annunciati i Top Ten del World Car of the Year e i Top Five finalisti delle categorie luxury, performance, urban e design.

La seconda votazione si chiuderà il 16 febbraio. I vincitori saranno annunciati il 24 marzo 2027 al New York International Auto Show. Fino a quel momento un modello eleggibile non è un finalista e non può essere presentato come vincitore probabile. La lista attuale conferma l’accesso al processo, non il risultato.

Per gli automobilisti europei, la stagione 2027 misurerà soprattutto la portata commerciale reale dei costruttori cinesi. Nella lista ci sono city car, SUV familiari, modelli premium e vetture sportive. Il passaggio successivo è dimostrare che siano davvero disponibili in più mercati, rispettino i criteri e convincano una giuria internazionale.

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