Nissan Leaf sulla linea EV36Zero di Sunderland. Immagine stampa ufficiale; fonte e credito: Nissan Motor Corporation.
L'Unione Europea avrebbe detto al governo britannico che dazi più elevati sulle auto cinesi e un maggiore allineamento alla politica commerciale del blocco faciliterebbero il trattamento dei prodotti del Regno Unito nelle future regole “Made in EU”. La notizia del Financial Times del 25 settembre cita due persone informate sui colloqui; Reuters ha dichiarato di non averla verificata indipendentemente. Non è stato annunciato alcun aumento tariffario.
Secondo il resoconto, Bruxelles considererebbe l'adesione britannica all'unione doganale la risposta più ampia alle differenze tariffarie e al timore che merci cinesi vengano instradate attraverso il Regno Unito. Le istituzioni coinvolte non hanno pubblicato condizioni, calendario o un accordo. Si tratta quindi di pressione diplomatica riferita da fonti, non di una norma già applicabile.
Londra riconosce il problema Made in Europe
Il verbale ufficiale dell'incontro del 3 settembre tra il primo ministro Andy Burnham ed Emmanuel Macron conferma che il tema è sul tavolo. Burnham ha illustrato le “sfide significative” che l'agenda potrebbe creare per l'industria britannica; i due leader hanno concordato di cercare una soluzione per tutelare gli interessi condivisi.
Il comunicato non parla di adesione all'unione doganale né di nuovi dazi sulle vetture prodotte in Cina. Una misura compensativa britannica richiederebbe un procedimento e una decisione propri. Finché non emerge un documento, la richiesta attribuita all'UE non può essere descritta come un ultimatum accettato da Londra.
L'Industrial Accelerator Act è ancora una proposta
La Commissione ha presentato l'Industrial Accelerator Act il 4 marzo 2026. Il progetto introduce preferenze di origine europea e a basse emissioni in determinate gare pubbliche e nei programmi di sostegno. Le automobili rientrano tra i settori strategici interessati. Non è un divieto generale per le auto britanniche e non modifica da solo il dazio di ogni veicolo importato.
Parlamento europeo e Consiglio devono negoziare il testo. La proposta prevede che i prodotti di partner legati all'UE da un'area di libero scambio, un'unione doganale o obblighi rilevanti nell'accordo sugli appalti possano essere considerati di origine UE nei casi coperti. Per altri interventi pubblici, l'inclusione dei partner dipenderà dalle regole definitive.
Il Regno Unito dispone di un accordo di commercio e cooperazione, ma non fa parte del mercato unico o dell'unione doganale. Londra chiede che fabbriche e fornitori integrati con il continente siano trattati come partner fidati. Alcuni governi dell'UE vogliono invece vincolare più strettamente i benefici finanziati con denaro pubblico alla produzione interna all'Unione.
I dazi UE cambiano in base al produttore
Dall'ottobre 2024 l'UE applica dazi compensativi definitivi alle auto elettriche a batteria prodotte in Cina, oltre al normale dazio doganale. Il regolamento consolidato indica il 17% per BYD, il 18,8% per Geely, il 35,3% per SAIC e il 7,8% per Tesla Shanghai. Le altre imprese cooperanti elencate hanno il 20,7%; l'aliquota residuale è generalmente del 35,3%.
Conta il luogo di produzione, non la nazionalità suggerita dal marchio. Un modello di un costruttore europeo fabbricato in Cina può essere soggetto alla misura, mentre una vettura di un gruppo cinese prodotta nell'UE ha una posizione diversa. Nel gennaio 2026 la Commissione ha inoltre pubblicato istruzioni sulle offerte di prezzo minimo, possibile alternativa compatibile con le regole WTO e valutata caso per caso.
Il Regno Unito non applica le misure compensative europee del 2024. Questa divergenza spiega il timore riferito di deviazione degli scambi. Non consente però a un'auto cinese di acquisire origine britannica con un semplice transito: l'esportatore deve dimostrare l'origine secondo le regole dell'accordo UE–Regno Unito.
Dal 2027 cambiano le regole di origine
Il commercio di elettriche tra le due sponde ha già una scadenza distinta. UE e Regno Unito hanno prorogato le regole transitorie per veicoli e batterie fino al 31 dicembre 2026. Il Consiglio UE ha spiegato che la proroga ha evitato un dazio del 10% sui prodotti che non avrebbero soddisfatto i requisiti più severi inizialmente previsti dal 2024.
Il regime permanente entrerà in vigore il 1° gennaio 2027 e stabilirà il contenuto locale necessario per il commercio bilaterale senza dazi. È un dossier separato sia dai dazi antisovvenzione sui BEV cinesi sia dalle preferenze Made in EU legate al sostegno pubblico.
Sunderland mostra l'effetto industriale. La nuova Nissan Leaf è assemblata nello stabilimento britannico con batterie prodotte dalla gigafactory AESC vicina. Nissan indica 6.000 posti di lavoro nel sito e circa 30.000 nella catena di fornitura del Regno Unito. Origine di celle, pacchi e componenti di maggior valore influirà direttamente sul rispetto delle soglie dal 2027.
Cosa cambia per gli automobilisti dell'UE
Un eventuale dazio britannico non modificherebbe automaticamente il prezzo doganale in Italia o negli altri Stati membri. L'Unione applica già il proprio regolamento comune. Possibili effetti indiretti riguardano la distribuzione dei volumi, la localizzazione degli investimenti e le configurazioni offerte nei diversi mercati.
Made in EU non espelle le auto britanniche dai concessionari. La proposta riguarda programmi pubblici e appalti selezionati; l'impatto sugli incentivi nazionali dipenderà dalla versione adottata e dagli obblighi commerciali applicabili.
I dossier rimangono tre: dazi UE sulle elettriche cinesi, regole di origine UE–Regno Unito dal 2027 e preferenze Made in EU. Il messaggio attribuito a Bruxelles li collega nella trattativa, ma non li trasforma in un'unica legge. Servono un atto britannico, un comunicato congiunto o l'approvazione del regolamento per parlare di un cambiamento effettivo.
Fonti
- Commissione europea — proposta Industrial Accelerator Act
- Governo britannico — incontro Burnham–Macron del 3 settembre 2026
- EUR-Lex — regolamento (UE) 2024/2754 consolidato
- Commissione europea — offerte di impegno sui prezzi per i BEV cinesi
- Consiglio UE — regole di origine per le elettriche UE–Regno Unito
- Nissan — produzione della nuova Leaf a Sunderland



