Il mercato rumeno delle auto nuove ha registrato 12.116 immatricolazioni nell’ottobre 2026, il 5,63% in meno rispetto allo stesso mese del 2025. Lo comunica ACAROM, l’associazione rumena dei costruttori automobilistici, nel rapporto pubblicato il 2 novembre. Da gennaio a ottobre il totale si ferma a 109.326 vetture, contro 121.609 dell’anno precedente: la flessione cumulata è del 10,1%.
La contrazione non riguarda però tutte le alimentazioni. Le ibride crescono del 3,8% e le elettriche a batteria del 45,6% sui dieci mesi. Per chi osserva la Romania da un altro mercato europeo, il riferimento va mantenuto preciso: sono immatricolazioni nazionali di autovetture, non produzione degli stabilimenti rumeni, ordini raccolti dai concessionari o vendite mondiali dei marchi presenti nel Paese.
Le ibride superano tutte le altre categorie insieme
Nei dieci mesi ACAROM conta 62.059 auto ibride. Rapportate alle 109.326 immatricolazioni complessive, corrispondono a una quota calcolata di circa il 56,8%. Le altre quattro categorie riunite arrivano a 47.267 vetture: il vantaggio delle ibride su questo insieme è dunque di 14.792 unità.
La voce statistica non è ulteriormente suddivisa nel rapporto. Non sono indicati separatamente i volumi mild hybrid, full hybrid e plug-in hybrid. Il 56,8% non va quindi interpretato come quota delle auto ricaricabili dall’esterno. La statistica non descrive neppure la frequenza delle ricariche, i chilometri percorsi in elettrico o il consumo effettivo delle automobili immatricolate.
Le elettriche a batteria raggiungono invece 9.384 unità, in aumento del 45,6%, con una quota calcolata di circa l’8,6%. Il loro volume supera quello del diesel di 3.054 vetture, ma resta inferiore alle 13.078 auto a GPL. Il maggiore incremento percentuale tra le alimentazioni riportate non coincide perciò con la categoria più numerosa.
Sottraendo i dati ACAROM dei nove mesi da quelli dei dieci mesi, per ottobre risultano 1.495 elettriche e 6.635 ibride. Si tratta di elaborazioni aritmetiche tra due comunicati, non di un’ulteriore tabella mensile pubblicata dall’associazione a novembre. Il dato cumulato conserva così una provenienza distinta dalla ricostruzione dell’ultimo mese.
Diesel e benzina perdono più del GPL
La categoria benzina scende del 34,9% a 18.475 vetture. Il GPL si riduce del 20,2% a 13.078, mentre il diesel perde il 40,3% e si ferma a 6.330. Tra le cinque categorie elencate, il gasolio presenta sia il volume più basso sia la flessione percentuale più accentuata. Le quote calcolate sono rispettivamente circa il 16,9%, il 12% e il 5,8%.
Questa ripartizione segue le etichette adottate da ACAROM. Un’ibrida può montare un motore a benzina e rientrare comunque nella voce ibrida. Non si può quindi leggere il 16,9% come percentuale di tutte le auto nuove capaci di utilizzare benzina: il rapporto non fornisce questo tipo di inventario dei motori.
La differenza tra i due cumulati porta, nel solo ottobre, a 1.488 auto nella categoria benzina, 1.969 a GPL e 529 diesel. Insieme ai volumi ricavati per elettriche e ibride, la somma coincide con le 12.116 immatricolazioni del mese. Le cifre non comprendono prezzi medi di acquisto né una spiegazione delle variazioni per alimentazione.
Il confronto mensile non cancella il calo annuo
Rispetto alle 11.068 immatricolazioni di settembre, ottobre aggiunge 1.048 vetture. La crescita tra i due mesi è di circa il 9,5%, calcolata sui comunicati della stessa associazione. A settembre la variazione rispetto al settembre 2025 era stata negativa dell’11,2%; in ottobre il calo annuo risulta quindi meno marcato, pur restando sotto il livello dell’anno prima.
Anche sul cumulato occorre distinguere la percentuale dal numero di automobili mancanti. Il rapporto dei primi nove mesi indicava 97.210 unità nel 2026 e 108.770 nel 2025, con una flessione del 10,62%. Il divario era di 11.560 vetture. Dopo ottobre sale a 12.283, sebbene il tasso di contrazione cumulato scenda al 10,1%.
In altri termini, una percentuale negativa meno elevata non significa che sia stato recuperato il volume perso. I confronti derivano dai totali ACAROM e non da una serie destagionalizzata. Il comunicato non corregge il dato per il numero di giornate lavorative e non permette di attribuire da solo all’aumento su settembre un’inversione della domanda.
Dacia prima, BYD a 232 unità da Renault
La graduatoria dei marchi relativa a gennaio–ottobre vede Dacia a 22.633 vetture, Toyota a 12.158 e Skoda a 8.726. Volkswagen segue con 7.704 immatricolazioni e Renault con 5.201. La quota calcolata di Dacia è intorno al 20,7%; il distacco da Toyota ammonta a 10.475 auto.
BYD occupa il sesto posto con 4.969 unità, soltanto 232 meno di Renault. Completano le prime dieci posizioni Mercedes-Benz con 4.426, Ford con 4.363, Hyundai con 4.192 e BMW con 3.838. Sono posizioni cumulate, che non rappresentano automaticamente l’ordine del singolo ottobre. Il comunicato non pubblica inoltre una graduatoria per modello o la ripartizione delle motorizzazioni di ciascun marchio.
L’usato conta solo la prima immatricolazione in Romania
Per le vetture usate immatricolate per la prima volta nel Paese, ottobre registra 27.216 unità, il 23,8% in meno su base annua. Il cumulato raggiunge 254.323 auto contro 298.598, con una discesa del 14,8%. La differenza calcolata è di 44.275 vetture. Il volume sui dieci mesi equivale a circa 2,33 volte quello delle auto nuove.
Non è però il totale di tutte le compravendite di usato in Romania: i passaggi di proprietà di vetture già immatricolate nel Paese non sono descritti da questa voce. Mancano anche dati su sconti, prezzi di transazione e tempi di consegna. Il calo delle immatricolazioni, preso da solo, non dimostra quindi un ribasso dei prezzi di una determinata automobile.
Immagine illustrativa: due Dacia Duster dalla biblioteca stampa ufficiale Dacia Romania. Utilizzo editoriale secondo le condizioni del sito; i diritti restano a Dacia o ai rispettivi titolari.



